ipoausia

Ipoacusia: definizione, cause e rimedi

Con il termine tecnico di “ipoacusia” si intende l’indebolimento della capacità uditiva, che può portare anche alla definitiva perdita dell’udito. Inizialmente si riscontrano difficoltà nel percepire alcuni suoni o a comprendere bene le parole. Pian piano che il disturbo avanza si sente sempre meno.

A differenza di quanto possa sembrare, l’ipoacusia non colpisce solo le persone avanti con gli anni, ma si stima che ne soffra quasi il 12% della popolazione mondiale. La causa più comune dell’insorgere di questa malattia è l’invecchiamento cellulare che colpisce gli organi dell’udito, ma anche la predisposizione genetica, le infezioni non curate bene e i continui sbalzi di pressione sono dei fattori scatenanti.

Da tenere in considerazione è soprattutto l’esposizione prolungata a fonti di rumore che superano gli 85 dB, un livello di intensità sonoro molto vicino alla soglia del dolore. È il caso, ad esempio, di chi lavora con macchinari rumorosi senza le apposite protezioni e viene ripetutamente esposto alle onde sonore, o di chi ascolta la musica a volume troppo alto per lungo tempo attraverso le auricolari. In altri casi invece, l’ipoacusia può sopraggiungere a seguito dell’esposizione anche breve ad un suono molto intenso.

Diverse cause, diverse tipologie

Inoltre, data la ramificazione dell’apparato uditivo, è possibile identificare diverse forme di ipoacusia, proprio in base alla localizzazione del danno o alla causa. Ecco le principali:

  • trasmissiva: colpisce i ricettori che si occupano di “trasportare” il suono, quindi l’orecchio esterno e l’orecchio medio.
  • neurosensoriale: colpisce l’orecchio esterno e il sistema nervoso che si occupa di trasformare i suoni in impulsi elettromagnetici e di inviarli al cervello.
  • congenita: è causata da malformazioni legate ad una gravidanza o ad un parto complicati, nonché da ereditarietà genetiche.
  • fluttuante: la soglia uditiva non è stabile del tempo, ma alterna momenti di percezione “normale” a momenti di percezione inferiore alla media

Un discorso a parte merita la presbiacusia, cioè il progressivo calo dell’udito che colpisce le persone anziane, dovuto alla naturale degenerazione cellulare.

Come curare l’ipoacusia

L’ipoacusia è una patologia fortemente debilitante, che spesso impedisce a chi ne soffre di vivere una vita tranquilla e serena. Il disagio di dover chiedere spesso di ripetere una frase o di ascoltare la tv ad un volume considerato dagli altri troppo alto spingono le persone con problemi uditivi ad isolarsi e a non chiedere aiuto.

Il primo passo per curare l’ipoacusia infatti è proprio rendersi conto della presenza di un problema uditivo e di confrontarsi su di esso con uno specialista. In alcuni casi, il calo dell’udito può essere risolto con alcune semplici operazioni, come la rimozione di un tappo di cerume. In altri casi invece è necessario ricorrere da una terapia più lunga o all’ausilio di supporti esterni, gli apparecchi acustici.

Ad oggi, gli apparecchi acustici sono una delle soluzioni più indicate per risolvere i problemi di ipoacusia. Possono infatti essere regolati in base all’entità della patologia e si adattano alla sua progressione, nonché alle esigenze personali, estetiche e tecnologiche di ogni paziente.