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familiare con problemi di udito

Come comportarsi con un familiare con problemi di udito

Secondo le ultime stime del CENSIS, circa 7,3 milioni di italiani soffrono di ipoacusia, eppure molte persone non sanno come comportarsi con un familiare con problemi di udito. È difficile infatti interagire con chi soffre di un calo uditivo: le persone, soprattutto quelle avanti con l’età, spesso non si accorgono del loro problema, oppure non vogliono ammettere di averlo.

Riconoscere i sintomi

Quando si vive in casa con una persona o la si frequenta spesso, è facile accorgersi quando c’è qualcosa che non va. Questo vale in ogni situazione, e quindi anche per i problemi di udito. Ci sono infatti alcuni segnali indicatori che è bene tenere sotto controllo per capire se una persona soffre di perdita uditiva anche se non ha avuto il coraggio di dircelo. Ecco i principali:

  • Chiede spesso di ripetere parole o frasi che hai appena detto.
  • Ha difficoltà ad accorgersi che il campanello o il telefono stanno suonando.
  • Chiede spesso di alzare il volume della TV.
  • Ha problemi durante le conversazioni al telefono.
  • Tende ad isolarsi e a non frequentare più amici e conoscenti.

Alcuni segni sono più facili da cogliere: non rispondere al campanello o avere difficoltà a percepire le voci di donne e bambini possono essere i primi sintomi di presbiacusia, perché le frequenze acute sono le prime che il cervello smette di udire. La nota positiva però è che, trovandosi in una fase iniziale, è più semplice intraprendere un percorso con gli apparecchi acustici.

Più difficili da notare sono invece sono i disagi a livello sociale e psicologico, disagi che spesso sono causa e conseguenza di demenza senile e Alzheimer. Il calo di udito infatti fa sentire la persona che ne soffre insicura e inadeguata, ed ecco perché tende ad isolarsi, perché prova vergogna per il suo deficit uditivo (spesso associato ad un deficit cognitivo) e non vuole che gli altri scoprano il suo problema.

Cosa fare con un familiare con problemi di udito

Invece, è compito di chi ha un familiare con problemi di udito fargli capire che l’ipoacusia non è uno stigma sociale, un sinonimo di indebolimento, ma un deficit paragonabile al calo della vista, di cui non ci si deve assolutamente vergognare, e per cui esistono terapie e strumenti efficaci, da indossare con sicurezza la pari degli occhiali.

Il primo passo per capire come comportarsi con un familiare con problemi di udito è proprio aiutarlo a superare gli stereotipi legati al calo dell’udito o all’utilizzo degli apparecchi acustici. Potete ad esempio fargli notare che molte persone famose, divi dello spettacolo e anche cantanti, indossano gli apparecchi acustici senza imbarazzo. Oppure, potete mostrargli le foto degli apparecchi acustici moderni, che sono ben più piccoli e discreti di quanto ci si aspetta.

Il secondo passo è fissare una visita con un audioprotesista: offritevi di accompagnarlo, magari per effettuare un controllo dell’udito insieme (il controllo dell’udito infatti andrebbe effettuato una volta all’anno dopo i 50). Ricordategli che molti centri, fra cui i nostri, offrono una prova gratuita degli apparecchi acustici, per cui sarà possibile provarne i benefici per alcune settimane e verificare di persona come può essere piacevole tornare di nuovo a sentire bene. E tutto senza dover per forza acquistare subito gli apparecchi acustici.

Capire come comportarsi con un familiare con problemi di udito può essere difficile, poiché bisogna essere comprensivi e discreti, ma allo stesso tempo essere decisi e convincenti. Prima si interviene, più sono alte le possibilità di tornare a sentire bene grazie agli apparecchi acustici.